Pensiero maturato nella notte

19 11 2007

Mi indispone. E mi indispettisce. Che bisogno c’era di nascondersi? La risposta è ovvia: coda di paglia. Mi accorgo della differenza, lo so che hai frugato ancora, come 10, come 15 anni fa, nella mia vita.

È per questo che sono stata tanto bene lontana da te. Perché ero libera di vivere una vita mia, senza la paura di un’intromissione. Ero a casa mia, e tu potevi entrare solo con il mio consenso. E ora è tornato tutto come prima, con la differenza che oggi mi fai ancora più male. Con la differenza che oggi ho 28 anni. Ti piace così tanto intrufolarti nella mia vita, farti i fatti miei, creare scompiglio. Solo disordine. Io voglio una vita mia, la pretendo. È non è solo avere una casa in cui stare, da sola. È rispetto per il mio spazio, rispetto per me, ora. Che fino ad oggi sento che mi è mancato. Basta non ne posso più. Per quanto ancora potrò resistere e sopportare questa situazione? Mi illudo che presto riuscirò ad abbandonare questo posto e finalmente dare una svolta importante alla mia vita. Ma mi illudo, appunto.

Non ce la faccio più. Devo nascondermi, devo preoccuparmi di tutto. Non posso stare tranquilla. Non sono libera. Basta, basta. Per favore, basta davvero.

Voglio una salvezza, mi sto spegnendo. Non me ne frega più niente se qualcuno sta male. Continuassero a soffrire come cani. Tanto comunque alle mie ferite devo pensarci da sola. Devo farcela solo con le mie forze.


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