E’ meglio andare a dormire

29 11 2007

Non so. Se penso alla mia vita provo dolore. Tutto mi fa male. Mi sforzo per cercare un motivo per continuare, resistere e andare avanti. Fatico a convincermi. Non vedo futuro. E ogni pensiero che mi attraversa non fa che riportarmi inevitabilmente a questa conclusione. Non c’è futuro. Non se deve essere così.





h. 21,20

25 11 2007

Sono nervosa. Sono agitata e inquieta. Ho addirittura la nausea. Tutto il mio sistema nervoso è irritato, la pelle tira, i nervi si infiammano, i muscoli fanno male. L’inquietudine ha contagiato il corpo. Sbatterei la testa contro il muro, romperei i vetri della finestra solo con una testata. Qualcosa si è impossessato di me, non mi conosco più. Non so se è più forte il bisogno di urlare o quello di mettermi a piangere. Forse è semplicemente meglio mettersi a letto sotto una coperta, rifugiarsi al buio e singhiozzare in silenzio. E poi girarsi e rigirarsi perchè il sonno non arriva. E la sensazione di voler tirare i pugni contro il muro è sempre più forte. Perché non posso abbandonarmi alla mia debolezza? Perché non posso lasciarmi cadere per terra come una foglia secca? Adesso mi sento proprio come una foglia d’autunno che cade senza vita. La testa mi scoppia. Domani non voglio andare a lavorare. Non voglio mettermi sulla faccia il sorriso di circostanza che tutti richiedono. E non voglio nemmeno dover giustificare ogni mia parola o ogni mio silenzio.





Caroline says

21 11 2007

Caroline says
while biting her lip
Life is meant
to be more than this
and this is a bum trip





Pensiero maturato nella notte

19 11 2007

Mi indispone. E mi indispettisce. Che bisogno c’era di nascondersi? La risposta è ovvia: coda di paglia. Mi accorgo della differenza, lo so che hai frugato ancora, come 10, come 15 anni fa, nella mia vita.

È per questo che sono stata tanto bene lontana da te. Perché ero libera di vivere una vita mia, senza la paura di un’intromissione. Ero a casa mia, e tu potevi entrare solo con il mio consenso. E ora è tornato tutto come prima, con la differenza che oggi mi fai ancora più male. Con la differenza che oggi ho 28 anni. Ti piace così tanto intrufolarti nella mia vita, farti i fatti miei, creare scompiglio. Solo disordine. Io voglio una vita mia, la pretendo. È non è solo avere una casa in cui stare, da sola. È rispetto per il mio spazio, rispetto per me, ora. Che fino ad oggi sento che mi è mancato. Basta non ne posso più. Per quanto ancora potrò resistere e sopportare questa situazione? Mi illudo che presto riuscirò ad abbandonare questo posto e finalmente dare una svolta importante alla mia vita. Ma mi illudo, appunto.

Non ce la faccio più. Devo nascondermi, devo preoccuparmi di tutto. Non posso stare tranquilla. Non sono libera. Basta, basta. Per favore, basta davvero.

Voglio una salvezza, mi sto spegnendo. Non me ne frega più niente se qualcuno sta male. Continuassero a soffrire come cani. Tanto comunque alle mie ferite devo pensarci da sola. Devo farcela solo con le mie forze.